06-14 LUGLIO 2024 – Positano, Uffico del Turismo Luca Vespoli

PRESENTAZIONE A CURA DI MATILDE ROMITO E MARIO QUADRAROLI

“Biomorfie” esplora il mondo delle forme biologiche, sia marine che terrestri, celebrando l’arcano degli abissi, il mistero della riproduzione cellulare, all’origine della vita,  la sacralità dei semi, custodi della memoria genetica del pianeta. Così la cellula primordiale è rappresentata come un uovo che irradia la vita al suo intorno e i semi diventano dei piccoli gioielli di oro, di rame, di argento che brillano nella materia grezza della terra, profonda e oscura. La fascinazione per le tessiture organiche e inorganiche delle profondità marine e per  le creature che ne abitano i fondali, già espressa in precedenza, si unisce in questa personale all’ammirazione per le forme terrestri, come le foglie, le radici, i semi.

La natura tutta e la sacralità che avverto in essa, stimola da sempre la mia sensibilità visiva ed emotiva, spingendomi a catturare le suggestioni visive percepite, suggestioni che cerco di tradurre in un linguaggio in cui la matrice debolmente figurativa – se presente – si stempera in un linguaggio astratto e materico. La componente materica è fondamentale nella mia opera: utilizzo bitume, segatura, carbone, carta, smalto bianco e colore per creare composizioni che riflettono la tensione tra l’impeto espressivo originario – esaltato dalla componente grezza dei materiali usati – e la successiva razionalizzazione delle forme. Questo processo di esplorazione continua è un dialogo tra gesto spontaneo e razionalizzazione, sostenuto dal mio background professionale di architetto.

Il mio interesse per il segno primitivo e infantile, sviluppato attraverso anni di ricerca e insegnamento, nonché il lavoro con i bambini nei laboratori artistici, si riflette nelle mie opere. Si tratta di un linguaggio puro e istintivo che cerco di catturare, alla ricerca delle radici dell’espressione visiva e della sincerità della spontaneità infantile. Questo si manifesta in opere come la serie “Pesci” e nella semplicità delle forme ricercate nella serie “Semi”, così come in rappresentazioni di una natura primordiale popolata da animali fantastici.