IL CORPO DELLA MATERIA: STRUTTURA, MEMORIA E GERMINAZIONE

La ricerca di Valeria Nuzzo si sviluppa lungo un’indagine rigorosa sulla sostanza della pittura e della scultura parietale, intese come corpo vivo, registro di traumi e luogo di riappropriazione formale. Attraverso l’uso dell’argilla (cruda e cotta), della chamotte, del bitume, delle reti metalliche, dei leganti acrilici e dei pigmenti naturali, il lavoro declina la tensione tra caos e ordine, struttura e organismo.

La produzione si articola in quattro nuclei d’indagine autonomi ma strettamente connessi da una comune grammatica processuale.

ARCHEOLOGIE DEL PAESAGGIO

La stratificazione, la rete e la ferita del territorio.

L’argilla, la rete metallica, i rilievi, le fessurazioni e le colle viniliche danno corpo a una topografia della memoria. Le superfici sono concepite come reperti e sismografi dell’evento: la tensione meccanica tra la gabbia metallica e la terra cruda registra l’alterazione del paesaggio contemporaneo, i traumi storici e la sedimentazione del tempo.

GEOMETRIE DELLA MATERIA

L’espansione e la disciplina del segno sul bitume.

Bitume, pigmenti e stratificazioni dialogano con la costruzione geometrica della forma. Impulso gestuale e necessità compositiva si confrontano nella ricerca di un equilibrio tra materia e colore. Il processo prende forma dal bitume: uno strato informale, profondo e magmatico sul quale il segno e il colore intervengono come forze ordinatrici. La geometria nasce qui non per astrazione ideale, ma come disciplina e struttura faticosamente conquistata sul caos della materia. Un’architettura visiva in cui la griglia e la campitura delimitano e misurano lo spazio.

SEMI

La concentrazione e la contrazione del segno.

In ideale polarità opposta rispetto alle Geometrie, la ricerca nei Semi non mira all’organizzazione perimetrale dello spazio, ma alla concentrazione centripeta del segno. Il gesto e la materia abbandonano la griglia per addensarsi, contraendosi fino a formare un nucleo plastico ad alta densità. Il seme nasce come atto di accumulo: un’unità minima e primordiale che trattiene in sé la massima tensione energetica della terra.Il seme è forma originaria e principio generativo. Custodisce la possibilità della nascita, della crescita e di una trasformazione ancora invisibile.

BIOMORFIE

La germinazione fluida e l’espansione organica.

L’evoluzione della forma organica nello spazio. Superata la rigidità della struttura e la contrazione del nucleo, la materia e il colore si fanno flusso, rilievo sinuoso e corpo in espansione. È la descrizione della vita che riaffiora attraverso la superficie raggrumata, incisa e fessurata, trasformando la materia in organismo e presenza tangibile. Presenze ambigue, sospese tra natura e immaginazione, abitano uno spazio lirico e talvolta surreale.

TRANSIZIONI

Materia in divenire

La materia del bitume, delle segature e delle argille attraversa stati successivi, si aggrega, si concentra, si dissolve e si ricompone. Ogni forma è colta nel momento instabile della sua trasformazione.